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Bitritto |
ABITANTI: 10.069 |
SUPERFICIE: 17.67 Kmq |
ALTITUDINE: 103 m s.l.m. |
CODICE ISTAT: 072012 |
CAP: 70020 |
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STORIA
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| La storia di Bitritto ha inizio nell'XI° secolo
in seguito alla ripresa demografica, economica e sociale, che determinò
il nascere di nuovi centri abitati nel territorio pugliese.
Questi centri sorsero intorno a chiese o monasteri isolati sviluppandosi
e fortificandosi con il passare del tempo. Dai documenti a nostra
disposizione Bitritto viene citata con tre appellativi diversi
in relazione alla dinamica di accrescimento che la carratterizzò:
Locus, Casale, Castrum. Era infatti un locus come appare scritto
in un atto notarile del 1070, conservato tra le chartae della
Basilica di San Nicola di Bari allorquando il prete barese Basilio
e sua moglie Gaita, non avendo eredi, donarono la chiesa di S.
Tommaso apostolo, costruita in "loco Vitrieto", con tutti gli
arredi al sacerdote Rusando e al figlio di lui Bisanzio, che
avrebbero dovuta curarla, possederla e governarla. Si trattava
di un territorio non ancora colonizzato, incolto, dai confini
incerti e indefiniti, infatti Vitrictum deriverebbe da vetrus
(sodaglia, terra incolta) che avrebbe generato le forme di Vitretum
Vitrictum e poi Bitritto. Il locus in breve divenne
casale, come risultò da un documento del 1082, con cui il duca
Roberto il Guiscardo concede ad Ursone, arcivescovo di Bari, il
casale Vitrictum, intendendo con tale denominazione un insediamento
capace di attirare la popolazione contadina sparsa nel territorio
circostante: aveva svolto naturalmente un ruolo importante la
chiesa di San Tommaso. Intanto i Normanni, che avevano conquistato
la Puglia, per rispondere agli attacchi bizantini, negli ultimi
anni 1150-1168, crearono una efficente organizzazione militare
costruendo nei loro dominii dei castelli, castra, sui preesistenti
casali (la parola castrum e il diminuitivo castellum non indicavano
il castello, ma un centro abitato munito di fortificazioni).
Il casale di Bitritto si trasformò in castrum, diventando oggetto
di contese tra vari signori feudatari e la chiesa di Bari, ma
nel 1210, per concessione federiciana, fu donato in perpetuo
all'arcivescovo di Bari. Nel 1300, Bitritto distava da Bari cinque
miglia; era un grosso borgo dalla forma rettangolare 95m. per
55m. con lo sviluppo maggiore lungo la direzione est-ovest. L'aspetto
esterno era caratterizzato dalla cinta murale , l'aspetto interno
da ampi spazi vicini al castello e da vie strette tra le casupole
piuttosto povere a tre livelli. Oggi questa parte corrisponderebbe
al borgo antico, la fascia più settentrionale del centro storico,
delimitata da via Borghi, piazza Leone, via Guglielmi e via Balenzano:
il resto dell'espansione edilizia avvenne nel periodo tra il
sec. XIV e il sec. XIX, quando finalmente Bitritto si sottrasse
al dominio della sede arcivescovile di Bari diventando un comune
autonomo. |

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ARTE
| | Nel centro storico è collocata l’antica piazza avente una pianta rettangolare con il lato lungo doppio di quello corto.
Sull’origine del nome vi sono due versioni la prima, derivante da dicerie, afferma che in questo luogo esisteva una scultura rappresentante un leone di pietra, simbolo probabilmente di difesa della libertà del popolo
contro l’arroganza dei baroni, la seconda testimonianza più concreta della precedente afferma che proprio sulla parete di un edificio sito sul lato corto della piazza sono incassate due lastre litiche, una sull’altra.
In quella superiore è scolpito a bassorilievo un leone accovacciato come se vigilasse su qualcosa; la lastra inferiore invece sembra una lapide circoscritta da una cornice intagliata senza iscrizioni. All’interno
della piazza si affaccia sulla destra la facciata ottocentesca del Castello, la cui foto è riportata precedentemente, ovvero l’attuale sede del municipio. Esso sorse nel 1150 come una fortificazione dei dominatori
normanni con scopo difensivo. Questa costruzione militare era costituita da tre torri a pianta quadrangolare, collegate tra loro da piani bassi, nei quali c’erano i locali che servivano ai militi e la stalla per
gli animali. Tra il 1212 e il 1350 Frangalio, comestabulo (amministratore militare) di Bitritto, fece sopraelevare i corpi bassi tra le torri ricavando su i piani nobili, giù i locali di servizio.
Successivamente l’arcivescovo di Bari, Bartolomeo Carafa, ampliò e ristrutturò l’edificio che perse il suo aspetto militare. Infatti a piano terra il cortile venne occupato dai portici porticati, la scala di
legno fu sostituita da una di pietra mentre la torre sita a sud-est fece posto all’attuale baluardo circolare. Proseguendo, troviamo uno di fronte all’altro due edifici importanti:
la Casa Torre e la Chiesa del Purgatorio; sulla sinistra troviamo la facciata laterale della Chiesa Matrice caratterizzata
in basso dal lungo sedile in pietra e alla estremità della torre dell’orologio mutile nella sua struttura originaria e coronata da un campanilozzo posticcio in tufo. Bitritto è un paese caratterizzato
dalla presenza di svariate chiese quali: S.Angelo, S.Antonio, S.Maria del Piano, Madonna del Deserto,
Madonna di Loreto, S.Pietro, S.Caterina,S.Luigi, S.Rocco, S.Maria delle Grazie ed infine, di recente costruzione la Chiesa della Trasfigurazione
(riportata in figura). Di rilevante importanza tra i monumenti è quello in onore dei caduti in guerra bitrittesi (vedi foto accanto)
inizialmente situato nel cimitero, poi trasferito in villa e nel 1990 sostituito da un nuovo monumento ai Caduti e spostato nella “villa dei Bersaglieri”, un piccolo parco per i più piccoli. |

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MANIFESTAZIONI ED EVENTI
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| Bitritto è un paese in cui le feste religiose sono molto rispettate dai cittadini. Quella più conosciuta è la festa della patrona del paese, la Madonna di Costantinopoli,
che viene festeggiata il primo martedì di Marzo, grazie all’organizzazione di un comitato detto “Comitato delle feste patronali” che si occupa anche della raccolta dei fondi per i festeggiamenti. La festa
è nota anche per la fiera di merci varie che avviene la domenica precedente. A sera si procede alla benedizione del pane che viene distribuito il giorno dopo agli abitanti del paese. Il lunedì, in serata,
si conclude la novena in onore della Madonna e dopo una breve processione il quadro della Vergine viene sistemato in piazza A.Moro dove rimarrà per tre giorni. Il martedì, in chiesa, viene celebrata una
messa solenne a cui segue la consegna alla Madonna delle “chiavi della città” da parte del Sindaco e la processione con la statua della Madonna per le vie del paese. A processione ultimata, l’esaltante
spettacolo dei fuochi pirotecnici incanta tutti coloro che vanno a vederlo. Durante queste giornate la piazza, adornata di luminarie, ospita concerti musicali, bancarelle e ,infine, i più giovani e non
solo, posso divertirsi sulle giostre del luna-park venute per l’occasione. Il mercoledì verso sera il quadro della Madonna viene riportato in chiesa seguito dalle autorità e dai fedeli. Il 19 marzo
ricorre la festa di San Giuseppe nella quale molti devoti distribuiscono il pane benedetto ai poveri. Alcuni offrono, come era usanza nei secoli passati, un pranzo ai più bisognosi con le consuete tredici
portate che escludevano la carne. Inoltre in alcuni quartieri cittadini si preparano, all’aperto su grossi falò, tutti i legumi cotti insieme in grosse caldaie, insaporiti con alloro peperoncino ed aglio.
La sera vengono distribuiti ai vicini, intrattenendosi vicino ai falò (fanòve), in gradevoli chiacchierate e a volte con allegri canti. La piazza, infine, ospita il più grande falò del paese attorno al
quale tutti i cittadini si riuniscono ad assaggiare i legumi, le bruschette assieme al vino locale.
Il venerdì prima delle Palme si celebra la festa di Maria Addolorata, anche se il termine festa è improprio dato che non ci sono festeggiamenti. La Madonna è detta “U dolore de Mari” (il dolore di Maria)
e la sua statua a sera viene portata in processione seguita da una lunga teoria di donne vestite di scuro e col capo velato. Oltre al significato religioso molto sentito, un’altra processione, presente
anche in altri paesi, che rappresenta una forte attrattiva per i paesani e non, è la processione dei misteri che avviene il Venerdì Santo. Essa ha inizio nel pomeriggio del
venerdì ed è costituita da oltre venti Misteri realizzati in cartapesta. E’ opportuno nominare la presenza di un’ulteriore festa, il 16 luglio, in onore della seconda protettrice del Comune: la Madonna
del Monte Carmelo. La sera sfila la processione, ma il rito si conclude il giorno dopo quando la statua viene ricondotta alla propria “dimora” precorrendo prima, però, un ulteriore giro, anche se limitato
“a piazza e villa”. Un'altra festa religiosa di particolare rilievo è quella di S.Rocco che si celebra il 16 agosto. La processione è detta delle “cavalcate”: in esser cavalli rivestiti di una gualdrappa e
abbelliti con fiocchi, pennacchi, e nastri colorati, vengono fatti sfilare cavalcati principalmente da bambini, dopo che una mongolfiera si è innalzata nel cielo. Oltre a queste feste religiose, ma
comunque di reale interesse per molti forestieri, vi è il Palatour Perla (foto riportata accanto), un teatro tenda a forma semisferica che ospita spesso manifestazioni culturali, artistiche e sociali.
Sono inoltre organizzate varie iniziative di svago e divertimento al circolo tennis “Gutto” e nella famosa discoteca “Demodè”, uno dei tanti locali bitrittesi preferiti dagli giovani. |

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DOVE DORMIRE E MANGIARE | RISTORANTE "La Campagnola" Via Fumarola, 4 Tel.080/631642 |
RISTORANTE "Al Casale" Via Kennedy Tel.080/630916 |
RISTORANTE "Ranch" Contrada San Giovanni Tel.3494942651 |
RISTORANTE "Taverna San Francesco" Via Carlo Alberto, 5 Tel.080/3854178 |
PIZZA RISTORANTE "Petite Roi" Via Mazzini, 34 Tel.080/631339 | |
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